●○ La Cura

La Cura è un testo introduttivo a Novevolt, diviso in quattro parti. Prendetevi del tempo e leggetevelo per ricaricarvi.

Non è un manifesto di un movimento, ma un’istruzione per l’uso di questi tempi e spazi. La parte I è d’irruzione nel flusso (pubblicazione: fine settembre 2009); la parte II (pubblicazione: fine ottobre 2009) è la scansione di un tema che ci sta particolarmente a cuore, quale quello della qualità letteraria e della vita; la parte III (pubblicazione: fine novembre 2009) riguarda il rapporto tra autore e editor/curatore; la parte IV (publicazione: fine dicembre 2009) riguarda il rapporto tra opera, i media e letteratura-in-ogni-mezzo. A fine gennaio 2010, invece, usciranno i nostri primi due autori e libri: quelli di Enzo Fileno Carabba e Franz Krauspenhaar.

Parte I.

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La gioia può eruttare anche al BurgerKing anche la birra LITE può nascondere una dose di Dioniso. Ma perché dovremmo lottare contro questa marea di spazzatura da due soldi, quando potremmo bere il vino del paradiso anche adesso, sotto la nostra vigna e fico?
(da T.A.Z. di Hakim Bey)

Industria. Commercio. Commercializzazione di idee e arti. Spettacolo. Spettacolarizzazione. Assenza: di qualità e di onestà. Standardizzazione. Eugenetica culturale – o pseudoculturale. Sessantamila testi pubblicati in Italia, ogni anno. Migliaia di case editrici. Fiere. Presentazioni. Trent’anni di povertà intellettuale.

Si può pensare che gli autori – i buoni autori – siano stritolati dai meccanismi dell’editoria, dalle idee-luogo-comune, dalla volontà generalizzata di offrire prodotti possibilmente di largo consumo. Storie comprensibili, stili abusati, frasi e parole scritte e riscritte: una retorica errata, che mira a rassicurare i lettori – se ci sono dei lettori. Retorica del leggibile, del semplificato che, generata negli uffici dalle major del libro, si è diffusa, per contatto, a tutti – quasi tutti – gli operatori della cultura (e non è solo una questione libraria).

Ma c’è un fatto più grave: gli autori – i buoni autori – si sono autodepotenziati: per accedere alla pubblicazione, sviliscono i tratti distintivi, semplificano vicende e trame, stili e idee. Autocensura preventiva: non lo vorranno, non lo pubblicheranno, non lo leggeranno: troppo lungo, troppo corto, troppo complicato, non ha una trama… Laddove l’unica autoobiezione dovrebbe essere: non c’è qualità; non sono in buona fede.
«Quando l’ultimo sbirro nelle nostre teste sarà abbattuto a pistolettate dall’ultimo desiderio irrealizzato – forse anche il paesaggio intorno a noi inizierà a cambiare…». Novevolt è questo, innanzi tutto: un tentativo folle e concreto di ridare libertà: libertà per chi scrive, libertà per chi legge, libertà per chi non scrive e per chi non legge. Abbattere ogni luogo comune dell’ambiente editoriale [tutti legati alla commercializzazione: le raccolte di racconti? Non vendono!; le antologie di narrativa? Non vendono!; i libri non di genere? Solo se l’autore mi fa cinquanta presentazioni...].

Convincere gli autori che non è necessario restare dentro le gabbiette che l’editoria ha costruito intorno a libri tutti uguali, che c’è tutto un mondo fuori dalle sbarre, tutt’una serie di suggestioni, volontà, scritture. Che l’obiettivo è a lungo, lunghissimo termine.

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Parte II. “Non multa sed multum. Qualità della vita e qualità letteraria”

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è stata pubblicata qui (“Scrittori Precari”), qui (“Minima & moralia”, blog culturale di minimum fax, e qui (“Carmilla online”), [Grazie a Giorgio Vasta, Valerio Evangelisti e al collettivo Scrittori Precari]

“Le storie che possiamo raccontare sono contrassegnate da una parte dal senso dell’ignoto e dall’altra da un bisogno di costruzione, di linee tracciate con esattezza, d’armonia e geometria; è questo il nostro modo di reagire alle sabbie mobili che sentiamo sotto i piedi… Insomma, io credo che noi italiani siamo nella situazione ideale per collegare la nostra attuale difficoltà nello scrivere romanzi colle riflessioni generali sul linguaggio e sul mondo.” (Italo Calvino, “Mondo scritto e mondo non scritto”)

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Parte III e IV, a breve.

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