programma ULTRA festival – ultima giornata 26 settembre

26 settembre 2009 alle 10:51 am | Pubblicato su cose che accadono, Segnalazioni, ultra | Lascia un commento
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PROGRAMMA 26 SETTEMBRE 2009

new Logo Novevoltdalle 11.30 alle 16 – Al Teatro della Pergola, Incontro-raduno nazionale di riviste “Riviste Letterarie vs. Paese reale”. A cura di Enrico Piscitelli. Dalle ore 11.30 Foyer – Mini-fiera: Espongono/illustrano/vendono/definiscono: Argo, Colla, ernest(,), finzioni, FoLLeLFo, Il primo amore, inutile. opuscolo letterario, Collettivomensa, Tabard. Seguono letture e, performance. Dalle ore 15 alle 16. Saloncino – Dibattito su “Riviste letterarie vs. Paese reale”. Intervengono e presentano i loro progetti Achille Castaldo (Tabard), Valerio Cuccaroni (Argo), Sergio Nelli, Antonio Moresco e Andrea Tarabbia (Il primo amore), Sara Pavan (ernest,), Alessandro Romeo e Matteo Scandolin (Inutile. opuscolo letterario), Francesco Sparacino (Colla), Carlo Zuffa (finzioni). Nel silenzio assordante del Paese reale, manipoli di giovani e meno giovani dànno vita a progetti culturali: riviste cartacee, e-zine (magazine on-line, che hanno preso il posto delle vecchie fanzine ciclostilate), blog collettivi e collettivi di scrittura. Il tutto col sapore del samizdat sovietico, con la differenza sostanziale che, mentre in Unione Sovietica la diffusione delle idee culturali doveva essere – per forza di cose – clandestina, l’Italia degli Anni zero si limita – semplicemente – a ignorare tutto ciò che non passa per i media tradizionali. Quale volontà spinge a fondare una rivista on-line, o a investire soldi reali per stamparne una cartacea? Perché qualcuno, nell’Italia degli Anni zero, decide ancora di spendere il proprio tempo per offrire delle proposte culturali?

arenaAlle ore 18 – nel foyer del Teatro della Pergola – Presentazione e reading del libro di Alessio Arena, “L’infanzia delle cose” (Manni Editore). Presentano Enrico Piscitelli e Massimiliano Palmese.
“… Insieme coi libri di Peppe Fiore, la più notevole cosa under 30 della presente, ricchissima
stagione napoletana.” (Francesco Durante, Corriere del Mezzogiorno)
“Un esordio all’insegna della personalità” (Matteo B.Bianchi, Linus)

Anni Ottanta. Napoli, Rione Sanità. Antonio Bacioterracino ha quindici anni. Il padre Patrizio, cantante invischiato con la camorra, muore per un’overdose di eroina, e il resto della famiglia si trasferisce a Madrid, nel quartiere di Lavapiés, covo della comunità gitana. Ma di luoghi comuni, qui, neanche uno. Realismo magico napo-latino e una lingua che fa scintille nell’incontro tra due culture, a rincorrersi tra violini, incendi, un cane che imita il vibrato di June Christy, scarafaggi, ajuntadoras e magliari napoletani.


moresco1 Alle ore 19 – EVENTO DI CHIUSURA nel foyer del Teatro della Pergola, Presentazione e reading in esclusiva fiorentina dell’opera di culto “Canti del caos” (Mondadori), con Antonio Moresco. Presentano gli scrittori fiorentini Sergio Nelli e Alessandro Raveggi.
“I canti del caos spalancano interi universi.” (Tiziano Scarpa) – “Moresco è un autore totale, che attira nel suo spaventoso campo magnetico ogni cosa.” (Dario Voltolini) – “Un viaggio visionario e polimorfo, carico di atmosfere stranianti e arroventate” (Il Venerdì di Repubblica) – “È uno di quei libri che non solo cambiano la storia della letteratura, non solo cambiano il lettore che li legge, ma cambiano anche i libri degli altri, rendendoli piccoli, irrilevanti” (Massimiliano Parente, Libero)
Canti del caos è stato scritto nell’arco di quindici anni e assume la sua forma definitiva soltanto adesso, ora che la terza e ultima parte si aggiunge alle prime due che videro la luce da Feltrinelli nel 2001 e da Rizzoli nel 2003. Del tutto rivisto nelle prime due parti, dunque, e finalmente concluso, Canti del caos si presenta in tutta la sua assoluta singolarità. Concepito per non lasciare indifferenti, a costo anche di suscitare reazioni di rifiuto, questo romanzo si accampa come opera incandescente, vertiginosa, un’opera che va a inscriversi immediatamente, di diritto, nel novero di quelle imprese estreme che come grandi massi erratici punteggiano la storia della letteratura. Nella sua gigantesca macchina realistica e metaforica vengono macinati e trascesi i codici, i generi e gli orizzonti letterari di questa epoca: la fantascienza, il poliziesco, il comico, la pornografia, il fantasy, l’horror, il romanzo d’amore, il saggio scientifico e filosofico, la meditazione religiosa e mistica. Il romanzo-mondo di Antonio Moresco chiede molto al lettore, ma molto dà in cambio: una lettura avvincente, un percorso attraverso i grandi archetipi della letteratura dell’Ottocento e del Novecento e la prefigurazione del nuovo millennio, la relazione intima e profonda che si instaura tra chi lancia una sfida e chi ha il coraggio di raccoglierla.

ULTRA Festival della letteratura, in effetti | FIRENZE Anteprima nazionale – dal 23 al 26 settembre 2009 | a cura di Alessandro Raveggi | e-mail ultra.letteratura@gmail.com – contatti Silvia Tesone +393335837354


Antonio Moresco
Mantovano, classe 1947. È autore di opere narrative, teatrali e di saggistica. Dopo un’infanzia segnata dall’esperienza del collegio religioso e una lunga militanza nella sinistra extraparlamentare (entrambe narrate in forma trasfigurata nella prima e nella seconda parte del romanzo Gli esordi), verso la fine degli anni Settanta ha intrapreso un sofferto
apprendistato letterario, protrattosi per quindici anni e terminato con la pubblicazione nel 1993 dei tre racconti di
Clandestinità. Nel novembre del 2001 ha organizzato con Dario Voltolini un incontro-confronto tra scrittori e intellettuali
dal titolo Scrivere sul fronte occidentale. Sempre con Voltolini ha poi curato l’antologia omonima che da quell’incontro è
scaturita (Feltrinelli, 2002). Nel 2003 è stato tra i fondatori del blog collettivo «Nazione Indiana», da cui è uscito con altri
membri nel 2005 per fondare la rivista telematica e cartacea «Il primo amore», per cui scrive sulla versione cartacea e
on-line. Con Le favole della Maria ha vinto il Premio Andersen 2008 per la sezione “Miglior libro 6/9 anni”.(Mantova,
1947) vive a Milano. Ha esordito nel 1993 con Clandestinità (Bollati Boringhieri), cui sono seguiti tra gli altri: Gli esordi
(Feltrinelli 1998), Il vulcano (Bollati Boringhieri 1999), L’invasione (Rizzoli 2002), Lo sbrego (Holden Maps – Rizzoli
2005), Scritti di viaggio, di combattimento e di sogno (Fanucci 2005), Lettere a nessuno (in prima edizione da Bollati
Boringhieri nel 1997 e in seconda, ampliata, da Einaudi Stile Libero nel 2008), Le favole della Maria (Einaudi 2007,
premio Andersen 2008), Controinsurrezioni (con Valerio Evangelisti, Mondadori 2008). Per il teatro: La santa (Bollati
Boringhieri 2000) e Merda e luce (Effigie 2007).

Sergio Nelli (Pisa, 1953) vive e lavora a Firenze. Ha pubblicato Dopopasqua (Castelvecchi, 2000) e Ricrescite (Bollati Boringhieri, 2004). Nel 2008 pubblica per Titivillus, per la collana Lo Spirito del Teatro, Segnavento Pontormo e per Effige Prima dell’estinzione. Collabora al blog e alla rivista «Il primo amore».

Massimiliano Palmese Prima di esordire nella narrativa ha scritto a lungo poesia e teatro. La prima plaquette di poesia, Lettere di Ganimede, è stata pubblicata da Gazebo nel 1994. Sono seguiti: Plaka, con cui ha vinto la sezione inediti del Premio Eugenio
Montale; La parola tonica, Premio Sandro Penna per l’inedito; Questa disperazione felice. L’ultima breve silloge, Don
Giovanni, è contenuta nel numero luglio-settembre 2007 della rivista «Ore Piccole». Per il teatro ha scritto: Come treni in
paesaggi nuovi, Fast Love, Il figliastro. Ha tradotto diversi testi tra cui, in versi, Sogno di una notte di mezza estate di
William Shakespeare, interpretato al debutto, tra gli altri, da Claudio Santamaria e Giorgio Colangeli. Nel 2006 col suo
romanzo d’esordio, L’amante proibita (Newton Compton Editori), è stato finalista al 60° Premio Strega, terzo dopo
Sandro Veronesi e Rossana Rossanda. Il romanzo ha poi vinto il Premio Santa Marinella, ed è uscito anche in Spagna
(Lengua de Trapo) e Germania (Rowholt). Il 12 febbraio 2009 è uscito il suo secondo romanzo, Pop Life, sempre per
Newton Compton. Ha inoltre curato Napoli per le strade (Azimut), un volume che raccoglie racconti di 21 nuovi scrittori
da Napoli e dintorni. Dal 2006 scrive sulle pagine napoletane del quotidiano «La Repubblica»

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