La Cura, parte seconda. Ancora ramificazioni sul web.

22 ottobre 2009 alle 11:12 pm | Pubblicato su cose che accadono, Segnalazioni | Lascia un commento
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lacura2-2Appare la seconda metà della seconda parte della Cura, oggi sul blog Scrittori Precari. Potrete leggere integralmente e commentare da oggi (venerdì 23 ottobre) anche su Minima & moralia, blog culturale di minimum fax.

“Perché, allora, in Italia, dovrebbe esserci necessità di opere letterarie qualitativamente intense e durature? Perché in Italia c’è una voragine chiamata: carenza di immaginario, collettivo e individuale. Chiamatela tedio, noia, apatia, ma si sta verificando un’atrofia dell’immaginario che molti non possono o vogliono scorgere, perché hanno disimparato a dare valore al concetto di qualità. Dobbiamo però reinventare il nostro immaginario, ovvero il nostro modo di compensare la refrattarietà delle cose italiche con la creazione verbo-visuale, il nostro modo di sfogliare l’opacità delle cose presenti, e guardare oltre, dietro il muro dell’oggettività. E questo andrà inevitabilmente a scalfire la nostra identità tradizionale, un’identità che deve avere una durata. Oggi la letteratura, almeno in Italia, è una forma di sopravvivenza, una consegna al mittente da non mancare.”
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La Cura pt. 2 e le sue ramificazioni sul web

15 ottobre 2009 alle 10:17 pm | Pubblicato su Segnalazioni | Lascia un commento
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lacura2La seconda parte della Cura, il testo introduttivo a Novevolt, è stata appena pubblicata sul sito di Scrittori Precari (1 di 2, la 2 verrà pubblicata il 23 ottobre), e uscirà quasi in contemporanea e integralmente su Carmilla online e Minima & moralia (blog di minimum fax).

“Oggi più che mai, parlare di qualità letteraria in Italia, ancora senza snobismo e pretese decadenti, esotico-esoteriche, significa enucleare una serie di topic-salvagente non del tutto inutili anche per quello che si chiamerebbe condizione di vita (almeno nel Bel Paese). Il parallelo qualità letteraria-qualità della vita potrebbe diventare un’istruzione. Visto che paiono saltati da tempo i parametri di distinzione tra reale e finzionale, almeno dobbiamo trovare una strategia sostenibile per muoverci in queste ambiguità, un efficacia che ci permetta di distinguere. Non opere efficienti, che fanno il loro bravo lavoro di decalcomania feticistica della realtà, che rispettano il lettore e il suo mondo di agi e ombrelloni, ma opere efficaci.”

Buona lettura!

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